Cambio fornitore bloccato, voltura che non parte, aumento di potenza, bolletta sbagliata o un reclamo senza risposta: aiuto negozi, studi professionali, artigiani e piccole imprese delle Marche a sbrogliare le pratiche con fornitori e distributori.
Ogni settimana mi contattano titolari di piccole attività alle prese con lo stesso tipo di problema: una pratica ferma da mesi, bollette che arrivano da due fornitori, un locale nuovo senza corrente perché la voltura non è partita, un contatore che salta appena si accendono le macchine. Il call center rimanda da un ufficio all'altro e nessuno si prende in carico la pratica.
Qui sotto trovi i cinque problemi più frequenti, cosa dice la regolazione e cosa fare subito. Se preferisci, mandami bollette e documenti: ti dico come stanno le cose e ti seguo fino alla soluzione.
Il cambio di fornitore di luce o gas dovrebbe essere automatico e senza interruzioni. Quando qualcosa si inceppa, però, i sintomi sono sempre gli stessi:
La doppia fatturazione è un caso espressamente previsto dalla regolazione ARERA, con tempi massimi di correzione a carico del fornitore. Per farla valere serve un reclamo scritto, con il codice POD (luce) o PDR (gas) e le fatture contestate.
La voltura serve quando il contatore è attivo e cambia solo chi paga: rilevi un negozio, apri in un locale dove c'era un'altra attività, trasformi la ditta individuale in società. Il subentro, invece, serve quando il contatore è stato disattivato e va riattivato a tuo nome.
Se il contatore salta quando accendi più macchinari insieme (forno e lavastoviglie, compressore e condizionatori, una nuova attrezzatura), la potenza contrattuale non basta più. L'aumento si chiede al proprio fornitore, che inoltra la richiesta al distributore locale, il soggetto che gestisce la rete e il contatore.
Per potenze elevate, o se l'impianto va adeguato, il distributore può dover eseguire dei lavori e i tempi si allungano: meglio muoversi prima di avere urgenza, per esempio prima dell'apertura o dell'arrivo di un nuovo macchinario.
Letture stimate per mesi, un conguaglio che arriva tutto insieme, voci che non corrispondono al contratto firmato: la bolletta sbagliata è il problema più comune, e il più facile da contestare se si seguono i passi giusti.
Per un primo controllo puoi usare anche lo strumento gratuito di analisi della bolletta.
Telefonate a vuoto e risposte generiche non contano: per avere tutela serve sempre un reclamo scritto, inviato con un mezzo che lasci traccia. È il primo passo obbligatorio per tutto il resto.
Se dopo 40 giorni dall'invio non hai ricevuto risposta, o la risposta non ti soddisfa, puoi attivare il Servizio Conciliazione ARERA: è gratuito, si svolge interamente online e prevede un conciliatore terzo e imparziale che aiuta te e il fornitore a trovare un accordo. In media le procedure si chiudono in circa 60 giorni.
Il punto critico è come viene scritto il reclamo: deve contenere i dati giusti (intestatario, POD o PDR, numero delle fatture, cosa contesti e cosa chiedi), altrimenti la risposta sarà vaga e la pratica si allunga.
Non preoccuparti se non hai tutto: si parte anche da una sola bolletta, il resto lo recuperiamo insieme.
Su WhatsApp, al telefono o con il modulo qui sotto. Mi mandi le bollette e i documenti che hai.
Date, letture, contratti, codici POD e PDR: capisco dove si è bloccata la pratica e chi deve intervenire.
Reclamo, voltura, aumento di potenza: le prepariamo insieme e seguo la pratica fino alla chiusura.
A problema risolto, se ha senso, valutiamo il contratto più adatto alla tua attività.
Trasparenza: sono partner di vendita ufficiale di Enel Energia ed Eni Plenitude, ma ti aiuto a capire il problema qualunque sia il tuo fornitore attuale. Non sono un avvocato: se una controversia richiede un legale, te lo dico subito. Le informazioni di questa pagina sono aggiornate a ottobre 2026 e hanno carattere generale.
Descrivi in due righe cosa sta succedendo. Ti ricontatto per capire la situazione e dirti quali sono i passi da fare, senza impegno.
Succede quando il cambio fornitore non si chiude correttamente: il vecchio fornitore continua a fatturare anche dopo il passaggio. Non pagare due volte lo stesso periodo: controlla la data di attivazione del nuovo contratto e invia un reclamo scritto al fornitore che ha fatturato in più. La doppia fatturazione è un caso previsto dalla regolazione ARERA, con tempi massimi di correzione a carico del fornitore.
Il fornitore deve inviare una risposta scritta e motivata entro 30 giorni solari dal ricevimento del reclamo scritto. Se risponde in ritardo deve riconoscere in bolletta un indennizzo automatico di 30 euro, che raddoppia o triplica se il ritardo è molto lungo.
La voltura serve quando il contatore è attivo e cambia solo l'intestatario, per esempio quando rilevi un'attività o cambi la forma societaria. Il subentro serve quando il contatore è stato disattivato e va riattivato a nome del nuovo intestatario.
In generale no: chi subentra in un locale e non ha legami con il precedente intestatario non risponde delle sue bollette non pagate. Però va dimostrato con la documentazione corretta, altrimenti la pratica può bloccarsi. È uno dei casi in cui conviene farsi seguire.
Per le microimprese (meno di 10 dipendenti e fatturato o bilancio annuo fino a 2 milioni di euro), i professionisti e i clienti domestici vale la prescrizione di due anni: i consumi fatturati con oltre due anni di ritardo si possono contestare. La prescrizione non è automatica: va fatta valere per iscritto. Per le imprese più grandi resta la prescrizione di cinque anni.
La prima analisi del problema è gratuita e senza impegno: guardo bollette e documenti e ti dico come stanno le cose e quali sono i passi da fare. Ti aiuto qualunque sia il tuo fornitore attuale.