Un impianto fotovoltaico produce di giorno. Le batterie la usano di notte, nei picchi, quando costa di più. Autoconsumo fino all'85%.
Un impianto fotovoltaico produce energia durante le ore di sole, ma i consumi aziendali non sempre coincidono con la produzione. Di sera, di notte e nelle ore di picco, l'azienda si ritrova ad acquistare energia dalla rete al prezzo pieno.
Le batterie di accumulo risolvono questo disallineamento: immagazzinano l'eccedenza prodotta di giorno e la rilasciano quando serve, abbattendo drasticamente i prelievi dalla rete.
Con il solo fotovoltaico si autoconsuma il 35-40% dell'energia prodotta. Con le batterie si arriva all'85%. La differenza è strutturale e si riflette ogni mese in bolletta.
Grazie all'iperammortamento, le batterie rientrano tra i beni strumentali agevolabili con deduzione del 250% del costo dall'imponibile fiscale, riducendo significativamente il costo netto dell'investimento.
Consuma di sera e di notte l'energia prodotta durante il giorno, azzerando i costi nelle fasce orarie più care.
Abbassa la potenza contrattuale impegnata evitando le penali di picco, spesso la voce più costosa in bolletta per le aziende.
Con le giuste configurazioni, le batterie garantiscono continuità anche in caso di interruzione della rete elettrica.
L'energia non autoconsumata può essere immessa in rete o ceduta tramite comunità energetiche, generando ulteriore valore.
Non convengono sempre. Ecco quando sì e quando è meglio aspettare.
Analizzo i tuoi dati di consumo reali e ti dico con numeri alla mano se e quando conviene investire in un sistema di accumulo.
Parliamo della tua energia